….una serata al CARNEVALE!!!

03.01.2013 22:27

Eccoci di nuovo qua, sono le 21:00 e anche l’ultimo ritardario arriva, ora ci siamo tutti, pronti per un’altra serata di lavoro, di battute e di scherzi.

Acqua e farina sono già pronte, il fornello è acceso “Daje mmarviona stà colla!”; a poca distanza (nello spazio ristretto in cui ci troviamo) qualcun altro è pronto per saldare la struttura in ferro che fungerà da base alla nostra prossima creazione: “ma guarda tu, a me er Carnevale mmanco me piace!”.

Intanto una musica in sottofondo ci accompagna e il ritmo non può che essere carnevalesco, disco samba, brasilia carnaval e la batucada sono la nostra colonna sonora.

Il ferro è stato preparato e arriva il momento dell’argilla “Namo npò ttaccamo sta cosa”, il processo è lungo e richiede molto tempo, ci vuole maestria e soltanto “a professoressa” e qualche suo “allievo” sono in grado di lavorare sui particolari e sulle rifiniture, intanto insieme ad alcuni amici che vengono a trovarci arriva anche il caffè e tra momenti malinconici in cui si rievocano aneddoti dei vecchi tempi e qualche buona battuta accompagnata dall’ilarità generale, consumiamo l’ennesima sigaretta seguita da un bel “Ve pozzino mazzavve a voi e sigarette!”.

Ora che la scultura in argilla è terminata bisogna realizzare il calco in gesso ed è il momento che tutti temono; partono schizzi a destra e sinistra “fa piano che sta a fà un rattatujo”, primo secondo e terzo strato sono pronti e procediamo con la finitura: “daje gnombera co ste mani!”.

Non manca di certo anche il momento dello sconforto e le frasi più gettonate sono “nun cià faremo mai!”; “c’è so troppe cose da fa!”; “ma lassamo perde!”. Naturalmente poi l’ottimismo e il nostro grande sentimento per il Carnevale riprendono il sopravvento e ci rimettiamo subito all’opera.

Il gesso si è asciugato e si deve staccare il calco dall’argilla per poterci poi lavorare con la cartapesta, nel separare i due stampi bisogna fare molta attenzione ci vuole calma e pazienza “fa piano che se pacca!”, poi finalmente quando il tutto è terminato il sollievo è generale.

Le ore passano e con loro se ne va anche il prezioso tempo sottratto alle nostre famiglie, qualcuno suggerisce di trovare un buon avvocato divorzista, qualcun altro crede che sia il caso di allestire uno spazio con tanto di brande, ma fortunatamente le nostre mogli capiscono e assecondano la nostra passione (anche se poi ci costerà caro nel week-end……).

Assolti nei nostri discorsi ci ritroviamo a realizzare la cartapesta, e mentre si alzano commenti del tipo: “nun ce fa fà e grinze” o “Cciacca sta carta co se mani sennò fa e bolle!” strato dopo strato l’opera volge al termine.

Sono le 1:30 la cartapesta è in forno ad asciugare e spegnendo la luce viene emessa la sentenza: “Namo a dormì che tanto sto Carnevale nse fa!”, con la consapevolezza però che dopo due giorni saremo di nuovo al lavoro con un entusiasmo rinnovato e una passione ancor più intensa; un gruppo unito, l’allegria e soprattutto l’amicizia la faranno di nuovo da padroni.