Storia di Lollilò

04.01.2013 22:24

Salve a tutti,

mi chiamo “Lollilò” e a partire dal 2012 sono la maschera ufficiale del Carnevale monteporziano, mi presento ufficialmente in pubblico per la prima volta e vorrei raccontarvi la mia storia, di come sono nato, perché ho questi colori e da cosa deriva questo buffo nome che porto. Tutto ha inizio lo scorso anno, quando i ragazzi dell’Associazione Carnevale monteporziano “Enzo Torregiani” decidono che è giunto il momento di dotare il Carnevale di Monte Porzio Catone di una maschera esclusiva, in poche parole si sente la necessità di creare un costume che rappresenti e leghi la sua immagine e il suo nome  alla manifestazione monteporziana,  come ad esempio lo sono  “Farinella” per Purtignano o “Burlamacco” per Viareggio.

Nel mese di Gennaio 2011 l’Associazione, in collaborazione con il Comune e l’Istituto comprensivo “Don Milani” promuove un bando di concorso aperto a tutti gli alunni della scuola secondaria per la realizzazione della maschera tipica, alla scadenza le opere consegnate sono numerose e risulta difficile individuare il vincitore, dopo attenta valutazione viene scelto il disegno creato dall’alunna Marta Toralti e la premiazione avviene in piazza il Martedì grasso alla presenza delle autorità.

Il passo successivo è stato quello di darmi un nome, così tramite internet è iniziata la votazione ed il nome con più consensi ricevuti è risultato essere “Lollilò”,  altro non è che la parola del ritornello della “Pulcinellata”, una musica che viene suonata durante le sfilate del Carnevale a Monte Porzio Catone.

Detto della mia nascita e del mio nome ora vi parlo un po’ di me: vesto di  giallo e verde perché sono i colori ufficiali del Comune di Monte Porzio, mentre sempre il giallo insieme con il viola ricordano i colori dell’uva, che è il prodotto principe dei nostri territori; le nostre radici e la nostra storia infatti sono imprescindibili dall’attività vitivinicola.

L’agricoltura e la lavorazione delle terre sono sempre state le attività principali dei nostri avi, ed allora  indosso stivali, guanti e cappello perché fanno parte dell’abbigliamento tipico del contadino; sul cappello porto un grappolo d’uva e nel borsello (tascapà) non faccio mai mancare una bottiglia di vino, perché come è ben noto i monteporziani sono degli ottimi “degustatori”. I miei segni particolari sono un naso molto prominente ed un paio di baffi lunghissimi; la lunghezza del mio naso è dovuta al fatto che i miei compaesani come è risaputo sono un po’ “ficcanaso”, d’altronde quando si vive in una comunità in cui ci si conosce tutti, il pettegolezzo e le chiacchiere non mancano mai; si dice invece che i baffi (così come la barba) siano i segni distintivi di persone sicure di se stesse e la mia sicurezza nasce senza dubbio dal fatto che sono stato scelto da una collettività che potrà avere anche tanti difetti, ma che sicuramente ama vivere la vita, scherzare e divertirsi, caratteristiche tipiche di chi ama il Carnevale.

Ho iniziato da poco la mia avventura, ma spero di poter crescere e diventare grande insieme a tutti voi, saprò sicuramente rappresentare degnamente Monte Porzio ma per farlo mi servirà senz’altro il vostro aiuto!